La Associazione tedesca di giudici si oppone al sistema giudiziario per la protezione degli investimenti (ICS)

In una dichiarazione resa pubblica il 2 febbraio 2016, la più grande associazione tedesca di giudici e pubblici ministeri ha respinto fermamente la proposta della Commissione Europea di creare un tribunale per gli investimenti nel TTIP.

di Felix Heilmann e Friederike Rehn

Germany's association of judges rejects the EU Commissions proposal for an investment court system in TTIP.

Dopo la controversia senza precedenti circa i diritti di vasta portata concessi agli investitori stranieri nell’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti TTIP- mediante il meccanismo ISDS ovvero di risoluzione delle controversie tra investitore e Stato – la Commissione Europea aveva sottomesso una nuova proposta in merito nell’autunno 2015, rimpiazzando l’ISDS, secondo quanto riportato, con una Corte per gli investimenti o ICS.

La nuova proposta della Commissione ha causato pesanti critiche da parte di gruppi della società civile. Questi la respingono obiettando che si tratta di un mero esercizio di cambiamento di forma che non risolve nessuna delle preoccupazioni fondamentali ovvero le garanzie speciali attribuite agli investitori stranieri, l’indebolimennto delle leggi nazionali e l’aggiramento delle Corti giudiziarie domestiche. Le dichiarazioni di oggi, rilasciate dalla più grande associazione tedesca di giudici e pubblici ministeri, danno risonanza a queste voci e infliggono un grave colpo alla Commissione.

Nelle dichiarazioni odierne, i giudici e i procuratori denominano i “tribunali speciali” per una sola parte della società “la via sbagliata” per garantire certezza e sicurezza legale . Essi avanzano anche serie preoccupazioni riguardo l’indipendenza dei giudici nella proposta della Commissione. Queste vanno dalla mancanza di indipendenza economica ai criteri di selezione non chiari. Secondo la dichiarazione, “ciò fa apparire l’ICS non come un tribunale internazionale, ma piuttosto come un tribunale d’arbitrato permanente”.

Il documento evidenzia inoltre quanto non ci sia bisogno della creazione di un tribunale speciale per gli investitori stranieri dato che gli stati membri dell’EU provvedono e garantiscono un eguale accesso alla giustizia a tutti i querelanti, inclusi gli imprenditori.

I giudici mettono inoltre in questione la competenza dell’Unione Europea nell’istituire tale sistema di corte giudiziaria, il quale non solo limiterebbe il potere legislativo dell’EU e degli stati membri, ma modificherebbe in maniera radicale il sistema di tribunali già esistente nell’Unione Europea.

Ora che le preoccupazioni dei cittadini sono state confermate resta la domanda: se giuristi professionisti e cittadini respingono questa idea, quali interessi serve nei fatti la Commissione, se non quelli delle grandi imprese multinazionali?