Comincia il conto alla rovescia per il CETA: stiamo visitando i membri del Parlamento Europeo!

di Hanna Sander Protesters in front of MEP Susanne Melior's office

Il 14. febbraio i membri del Parlamento Europeo (PE) voteranno sul CETA, l’ accordo di libero commercio tra la UE e il Canada. Le opzioni sono chiare, si può votare a favore, contro o astenersi. Si potrebbe pensare che, dopo dieci mesi di discussioni e riflessione sulla versione finale del testo, i MEP dovrebbero aver preso una decisione chiara ed essere capaci di sostenerla di fronte ai loro elettori.

Il 6 gennaio una trentina di attivisti di varie organizzazioni, provenienti da Berlino e dal Brandeburgo, si sono riuniti per mostrare alla MEP Susanne Melior, dell’ SPD tedesco, che il suo consenso al CETA non è nell’ interesse dei cittadini del Brandeburgo. Proprio fuori dal suo ufficio di Potsdam, abbiamo anche mostrato il nostro appoggio ai molti membri dell’ SPD che hanno già preso posizione pubblicamente contro il CETA.

Il Parlamento Europeo ha dichiarato la settimana dal 2 al 6 gennaio libera da riunioni perché i MEP possano avere il tempo di comunicare con i cittadini. Tuttavia, al nostro arrivo ci è stato detto che la signora Melior era in vacanza. Il suo staff ha avuto la cortesia di presentarci una dichiarazione scritta.

Però non era una dichiarazione in cui si prendesse una posizione chiara, come ci saremmo aspettati da un MEP a poche settimane da un voto importante. Era piuttosto una ripetizione di cliché conosciuti, frasi vuote e rassicurazioni della Commissione Europea sul CETA, che non trattava nessuno dei molti punti di critica al trattato. Non sorprende che ci siamo sentiti fraintesi.

Più o meno un anno fa, l’ SPD ha deciso nel congresso del partito le “linee rosse” per il CETA e il TTIP e le ha confermate – sia pure leggermente ammorbidite – nella riunione di partito dello scorso settembre a Wolfsburg. Chi vuole vedere e sentire è in grado di riconoscere che con il CETA quelle “linee rosse” sono state chiaramente superate in varie aree. E ci sono molti socialdemocratici tedeschi ed europei che non vogliono vedere e sentire! Susanne Melior non sembra essere ancora una di loro.

Per conquistare lei e altri MEP indecisi, dobbiamo usare i giorni che rimangono per mostrare la nostra presenza e osservare da vicino i nostri rappresentanti. Speriamo di convincerli che per noi la protezione dell’ ambiente, le misure precauzionali e la democrazia sono più importanti degli interessi delle multinazionali, e che dovrebbero essere più importanti anche per loro, se contano sui nostri voti nelle imminenti elezioni.

Per mostrare alla signora Melior che non accettiamo la sua dichiarazione preconfezionata, ma che ci aspettiamo una presa di posizione chiara contro il CETA nel comitato sull’ ambiente e nel plenum, le abbiamo chiesto di affermare la sua posizione attraverso il CETA CHECK. Sono sicura che tornerà dalle vacanze presto per rispondere a tutte le nostre domande.

Contattala attraverso www.cetacheck.eu, direttamente al suo ufficio elettorale a Potsdam, in Alleestrasse 9, o per telefono al (0331) 73098400 per convincerla di persona a prendere posizione contro il CETA!

Non ci arrenderemo!